Politica

Appello dell’Ande a Mattarella sull’autonomia differenziata: "Non si può minare l’unità e l’indivisibilità dell’Italia"

Si è svolto all'Ars il 75° convegno nazionale dal tema "Autonomia differenziata: dalle parole ai fatti?"

Un momento del convegno che si è svolto all'Ars

Garantire a tutte le Regioni livelli essenziali delle prestazioni (Lep), non venire meno al principio di solidarietà, scongiurare il rischio di rendere irreversibile il divario di sviluppo economico tra nord e sud. Sono alcune delle proposte emerse dal 75° Convegno nazionale dell’Ande, l’Associazione nazionale donne elettrici, incentrato sul tema: "Autonomia differenziata: dalle parole ai fatti?” es volto sabato scorso nella sala Mattarella dell’Ars.

L'Ande - associazione apartitica nata nel 1946 per promuovere la partecipazione delle donne alla vita politica e oggi impegnata sui temi delle riforme costituzionali – ha così lanciato un appello alle massime Istituzioni esprimendo preoccupazioni per il ruolo marginale che la proposta di riforma sull’autonomia differenziata sembra prospettare per il Governo centrale. “Confidando che dai lavori in corso al Senato possano derivare miglioramenti alla bozza Calderoli – spiega la Presidente nazionale dell’Ande, Marisa Fagà – la riforma dovrà difendere l’unità nazionale ed essere coerente con il dettato della Costituzione, che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo evidentemente su tutto il territorio nazionale; prescrive il rispetto dell’uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini e riconosce e promuove le autonomie locali a patto che si preservino l’unità e l’indivisibilità della Repubblica".


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